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Ambiente
Maltempo: in primavera pioggia in Italia superiore alla media del 20% PDF Stampa E-mail
Scritto da Coldiretti   
Domenica 20 Giugno 2010 13:26

Temporali e danni per milioni alle colture segnano l'inizio dell'estate, dopo una primavera che si classifica come la più fredda degli ultimi cinque anni con precipitazioni che sono state il 12 per cento superiori alla media di riferimento. Si stimano milioni di euro di danni con campi coltivati a cereali e ortaggi allagati, semine perse e coltivazioni frutticole rovinate». «La primavera 2010 è stata ben più fredda di quella del 2009 che si è classificata al quarto posto tra le più calde degli ultimi due secoli, di quella del 2008 (diciassettesimo posto) e del 2007 che detiene il record mentre le precipitazioni sono state il 12 per cento superiori alla media di riferimento del periodo 1960-1990 dopo un inverno che è stato tra i più piovosi da trent'anni, sulla base dei dati dell'Istituto di Scienze dell'atmosfera e del clima (Isac) del Cnr di Bologna. Dovrebbe essere quindi scongiurato - precisa la Coldiretti - il rischio di siccità estiva per effetto delle condizioni meteorologiche che hanno prodotto una buona disponibilità idrica potenziale nei bacini idrografici italiani, in particolare è risultata positiva sia al Nord che al Sud la condizione degli invasi». «Le abbondanti precipitazioni, anche se con situazioni eterogenee nelle varie aree del Paese, hanno avuto un effetto generalmente positivo sullo stato di accumulo di risorsa idrica nel suolo che è importante - sostiene la Coldiretti - per l'estate quando le colture hanno bisogno di acqua per crescere.

L'andamento meteorologico ha però provocato disagi e danni nelle campagne -continua Coldiretti- a causa delle temperature rigide registrate e degli eventi precipitativi violenti anche accompagnati da grandine». «Si tratta degli effetti provocati dai cambiamenti climatici in atto che - precisa la Coldiretti - si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi e dai continui sfasamenti stagionali». «I forti temporali, soprattutto con precipitazioni intense, provocare danni poichè - conclude la Coldiretti - i terreni non riescono ad assorbire l'acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con gravi rischi su un territorio come quello nazionale dove il 70 % dei Comuni si trova su un territorio considerato a rischio idrogeologico»